Obiettivo L’Aquila. L’Italia nelle fotografie di Milton Gendel



Mostra fotografica organizzata dall’Accademia di Belle Arti L’Aquila e dalla Fondazione Primoli
A cura di Barbara Drudi e Valeria Petitto

Dall’8 al 26 febbraio
L’Aquila, Sala Navata dell’Emiciclo (Palazzo del Consiglio Regionale) e Foyer del Teatro dell’Accademia di Belle Arti

La mostra si compone di 57 fotografie in bianco e nero, scattate da Milton Gendel tra i primi anni Cinquanta e gli anni Ottanta del Novecento, che raccontano un’Italia ormai scomparsa, attraverso l’occhio attento e ironico del fotografo.

Questi scatti si possono considerare appartenenti alla cosiddetta straight photography, la fotografia diretta. Non sono cioè mai preparati e i personaggi non sono mai “messi in posa”; anzi Gendel cerca di cogliere la realtà così come si presenta davanti ai suoi occhi, ma esaltandone peculiarità e stranezze con uno sguardo scanzonato ed espressivo.

Milton Gendel era nato a New York nel 1918, ma si può considerare cittadino romano sin dal 1950; a Roma infatti visse e lavorò fino al 2018, affiancando alla professione di critico d’arte un’intensa attività di fotografo. Dopo una formazione accademica in Storia dell’arte, sotto la guida del celebre professore Meyer Schapiro, Gendel conobbe e frequentò André Breton e i surrealisti sbarcati a New York nel 1942.  Cominciò a scattare le sue prime fotografie in Cina nel 1945 con una fotocamera Leica e continuò a lavorare fino all’arrivo a Roma.  È qui che Gendel stabilì una fitta rete di relazioni e amicizie personali, sia con gli artisti locali che con il jet-set internazionale, divenendo ben presto – anche grazie alla sua collaborazione con la prestigiosa rivista americana «ArtNews» – una figura chiave nei rapporti politico-culturali (nella cogente cornice della Guerra Fredda) tra New York e Roma.

Una parte della mostra con fotografie di L’Aquila e del suo territorio, insieme a diversi paesaggi urbani di tutta l’Italia (tra le altre Roma, Venezia, Spoleto, Genova), saranno esposte presso la Sala Navata dell’Emiciclo, mentre nel teatro dell’Accademia saranno allestite le fotografie di due reportage di Gendel realizzati n Sicilia (1950) e in Puglia (1954).

La mostra è curata dalla prof.ssa Barbara Drudi (Storia della Fotografia) e dalla dott.ssa Valeria Petitto (curatrice dell’Archivio Fotografico della Fondazione Primoli) insieme agli studenti del I anno del Biennio della Scuola di Fotografia. Una vera esperienza “sul campo” per gli studenti che si sono cimentati con tutte le tappe di costruzione di una mostra allestita in spazi pubblici.

L’Ottocento a Villa Farnesina. Il Duca di Ripalda, il Conte Giuseppe Primoli e Roma nuova Capitale d’Italia

Mostra a cura di Virginia Lapenta e Valeria Petitto

Enti promotori: Accademia Nazionale dei Lincei – Fondazione Primoli

In partenariato: École française de Rome, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, Fondazione Pirelli

Con il patrocinio di: Associazione Amici dell’Accademia dei Lincei


In occasione dell’uscita degli Atti del convegno dei Lincei tenutosi il 9 novembre 2021 dal titolo “Villa Farnesina: un esempio di resilienza e valorizzazione da Roma Capitale a oggi”, la mostra “L’Ottocento a Villa Farnesina. Il Duca di Ripalda, il conte Giuseppe Primoli e Roma nuova Capitale d’Italia”, a cura di Virginia Lapenta e Valeria Petitto, che si aprirà il prossimo 12 gennaio (e fino al 25 febbraio a Villa Farnesina) vuole mettere in evidenza gli aspetti comuni di due personaggi, il Duca di Ripalda e il Conte Primoli, entrambi “stranieri” in una città che non conoscevano. Si conobbero e si frequentarono (così come si evince dai diari di Giuseppe Primoli di quegli anni), vivevano entrambi, inoltre, in palazzi affacciati sul Tevere, Villa Farnesina e Palazzo Primoli, che dovettero subire profonde modifiche legate alla costruzione degli argini di contenimento del fiume. Il percorso espositivo accompagnerà il visitatore nella scoperta di queste due figure a partire dal loro incontro: raccontandone la storia si metterà in luce il loro rapporto con la città in cambiamento e le fotografie scattate dal Conte Primoli negli ultimi anni dell’Ottocento diventeranno il fil rouge che guiderà nelle varie tappe del percorso.  Ogni tappa evidenzierà, inoltre, con pannelli identificabili graficamente e cromaticamente, l’aspetto ottocentesco della sala di Villa Farnesina in cui il visitatore si trova. L’ultima sezione della mostra posta al primo piano racconterà la città “intorno a Villa Farnesina”, con un focus su Palazzo Farnese, su Palazzo Corsini e, grazie alla collaborazione con la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, sulle vicende delle Mura Aureliane nell’Ottocento, in particolare sul tratto cosiddetto “della Farnesina”, oggi visibile all’interno del giardino della Villa che costituisce uno dei pochi resti della cinta muraria ancora conservati sulla riva destra del Tevere. Alcuni disegni facenti parte di una raccolta per la prima volta esposta a cura dell’ dell’École française de Rome presenta il lavoro dell’architetto Virginio Vespignani, uno dei protagonisti di quel processo artistico-architettonico di renovatio urbis che voleva avvicinare Roma ai modelli delle capitali europee moderne.

Inaugurazione: giovedì 12 gennaio, dalle 9.00 alle 14.00, ultimo ingresso alle 13.15

Apertura mostra: 12 gennaio 2023 – 25 febbraio 2023, dal lunedì al sabato dalle 9.00 alle 14 (ultimo ingresso alle 13.15) e seconda domenica del mese dalle ore 9.00 alle ore 17.00 (ultimo ingresso alle 16.15)

Comunicato stampa