Les musées d’artistes et de collectionneurs: relique ou modèle?

Les musées d’artistes et de collectionneurs: relique ou modèle ?

di Dario Gamboni

Introduce
Maria Giuseppina Di Monte

LOCANDINA

La crise sanitaire mondiale met aussi en cause le fonctionnement des musées, notamment un modèle économique dominé par l’organisation d’événements et la maximisation de la fréquentation. On lit et entend ainsi nombre de responsables de musées déclarer leur intention de revenir à la raison d’être de leurs institutions, la collection, ainsi qu’à leur ancrage territorial et leur public local. Dans ce contexte, les musées d’artistes et de collectionneurs, qui sont restées fidèles à cette raison d’être par vocation et, parfois, par obligation juridique, occupent une position particulière. La parution de l’ouvrage de Dario et Libero Gamboni, Le Musée comme expérience. Dialogue itinérant sur les musées d’artistes et de collectionneurs (Paris, Hazan, 2020), dans lequel figure notamment le Museo Mario Praz, fournit l’occasion d’examiner leur valeur possible de modèle.


L’AUTEUR
Spécialiste de l’art du XIXe au XXIe siècle, Dario Gamboni est professeur honoraire d’histoire de l’art à l’université de Genève, après avoir enseigné à Lyon, à Cleveland et à Amsterdam. Il a coorganisé des expositions, dont Iconoclash (Karlsruhe, 2002) et Une image peut en cacher une autre (Paris, 2009). Parmi ses nombreuses publications, on peut citer Paul Gauguin au « centre mystérieux de la pensée» (2013), La Destruction de l’art. Iconoclasme et vandalisme depuis la Révolution française (2015 [1997]) et Images potentielles. Ambiguïté et indétermination dans l’art moderne (2016 [2002]). Il a été chercheur et professeur invité dans de nombreuses universités et centres de recherche, entre autres à la American Academy in Rome (2021) et est actuellement Visiting Professor à I Tatti, The Harvard University Center For Italian Renaissance Studies, Florence.

💻L’evento sarà trasmesso anche in streaming sul canale Youtube della Fondazione Primoli

🎫 Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Per accedere è necessario esibire il green pass

📌Info
eventi@fondazioneprimoli.it
06 68801136

Presentazione del libro “La contessa. Virginia Verasis di Castiglione” di Benedetta Craveri (Adelphi, 2021)

Giovedì 21 ottobre, ore 18

Intervengono
Marina D’Amelia
Luca Pietromarchi

Sarà presente l’autrice

Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Per accedere sarà necessario esibire il Green Pass.
Info: eventi@fondazioneprimoli.it / 0668801136

«Io non credo nell’amore, è una malattia che passa com’è venuta … prendetemi oggi, non contate di avermi domani» scrive Virgina Verasis di Castiglione a uno dei suoi innumerevoli amanti, palesando la sua esigenza più radicata e insopprimibile: non avere padroni. Un’esigenza che emerge prepotentemente dal racconto che della sua vita ci propone l’autrice di Amanti e regine. Tutti noi – grazie agli scritti di testimoni e biografi, a film e sceneggiati televisivi, nonché ai moltissimi ritratti fotografici che in anni recenti sono stati pubblicati ed esposti – crediamo di sapere chi sia stata la contessa di Castiglione: una «seduttrice seriale» di incomparabile bellezza che, dopo aver conquistato (secondo le istruzioni ricevute dal conte di Cavour) Napoleone III e abbagliato la corte del Secondo Impero, si chiuse in una casa senza specchi nascondendo ai propri occhi e a quelli del mondo la sua inarrestabile decandenza. Ma colei che Robert de Montesquiou consacrò per sempre come «la divine comtesse» è stata molto di più, e Benedetta Craveri, la quale ha rintracciato negli archivi italiani e francesi un’ingente mole di lettere totalmente inedite, ce lo fa scoprire lasciando che sia Virginia a parlarci di sé: dei suoi amori, delle sue ambizioni, delle sue paure, delle sue ossessioni. Vengono così alla luce aspetti sorprendenti di una donna che seppe usare il suo fascino, ma anche la sua intelligenza politica, la sua audacia, la sua volontà di dominio, la sua straordinaria abilità di commediante, e anche una buona dose di cinismo, per raggiungere un traguardo all’epoca inimmaginabile: disporre liberamente della propria esistenza. Una ribellione alle regole imposte dalla morale del secolo borghese che, scrive Craveri, “ha mantenuto intatta la sua forza incendiaria e che ancora oggi disturba, sconcerta, scandalizza».

https://www.adelphi.it/libro/9788845936197

Presentazione del libro GIUSEPPE PRIMOLI ABBASTANZA STRANIERO PER VISITARE ROMA, ABBASTANZA ROMANO PER CAPIRLA. Memorie di Roma (1871-1879)

Museo di Roma – Palazzo Braschi (cortile)
Lunedì 20 settembre, ore 18

Intervengono Maria Vittoria Marini Clarelli, Letizia Norci Cagiano de Azevedo, Antonio Rodinò di Miglione

Letture di Sara Armentano

Programma
Comunicato stampa

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