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La Fondazione Primoli ricorda con vivo rimpianto la figura e l’opera della professoressa Ludovica Cirrincione d’Amelio, membro del suo Consiglio Scientifico, che si è spenta il 26 luglio 2026, all’età di 83 anni, dopo una lunga malattia sopportata con straordinario coraggio.
Ludovica Cirrincione d’Amelio è stata docente di Letteratura francese all’Università degli Studi della Tuscia di Viterbo. I suoi ambiti di ricerca si orientano sull’Ottocento francese, con uno spiccato interesse per la letteratura fantastica, come mostra il suo saggio Il fantastico decadente (1996), ma soprattutto i ben noti studi su Nodier: il volume Il Prisma dell’illusione. Saggi su Nodier (1988), il saggio Su Jean Sbogar: Lothario e il suo doppio (1996), e l’edizione critica del Voleur (2004). Del 2005 è il suo libro sul Racconto francese dell’Ottocento.
Un altro filone delle sue ricerche riguarda invece la figura di Luciano Bonaparte : Mon cher Lucien. Lettere familiari a Luciano Bonaparte, pubblicato nei “Quaderni di cultura francese” della Fondazione Primoli, Roma, Ed. di Storia e Letteratura, 2010, e Lucien Bonaparte, Mémoires secrets. Texte établi et annoté par Marcello Simonetta et Ludovica Cirrincione d’Amelio, Paris, SPM, 2017.
Attraverso Luciano Bonaparte, e su impulso del Presidente Massimo Colesanti, Ludovica Cirrincione ha cominciato a lavorare negli archivi della Fondazione Primoli dove, negli ultimi anni, ha trascorso giorni e giorni impegnata nella trascrizione e nella cura dei Mémoires di Giuseppe Primoli (Giuseppe Primoli, Mémoires 1871-1879. Testo inedito integrale a cura di Ludovica Cirrincione d’Amelio e Valeria Petitto, primo numero della nuova collana “Fondazione Primoli. Studi e testi”, Roma, tab, 2023); a lei, con la collaborazione di Valeria Petitto, si deve anche il volume Giuseppe Primoli. Abbastanza straniero per visitare Roma, abbastanza romano per capirla. Memorie di Roma (1871-1879), scelta antologica dei Mémoires, in versione italiana, pubblicata in occasione della mostra Roma. Nascita di una capitale 1870 -1915 (Palazzo Braschi, 2021).
Pochi come lei conoscevano il conte Primoli, di cui parlare volentieri, cercando di definirne il carattere, la psicologia, la crescita intellettuale, gli interessi letterari, sociali e mondani.
Fino a pochi mesi fa Ludovica Cirrincione ha seguitato a lavorare sulla continuazione dei Mémoires, sempre puntuale in Fondazione, davanti ai sudati Carnets, una volta al mese, quando le cure le permettevano di tornare da Milano. E il suo ultimo gesto, per noi, dopo l’aggravarsi della malattia, è stato quello di inviarci il testo del suo scritto Giuseppe Primoli, un mediatore culturale tra Italia e Francia, letto nel dicembre scorso in occasione del convegno Salotti romani tra il 1870 e il 1914: Ersilia Caetani Lovatelli e Giuseppe Primoli e destinato ad essere pubblicato negli atti.
Per anni Ludovica Cirrincione d’Amelio è stata parte integrante della vita della Fondazione, e ci mancheranno la sua presenza, il suo tratto signorile e simpatico, la sua costanza, le sue competenze, e l’entusiasmo con cui amava parlare dei suoi autori prediletti, magari prendendo un caffè, con chiunque fosse presente in Biblioteca.