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FORMAZIONE E COMPOSIZIONE

Alla morte del conte Primoli (1927), le sue carte passarono in proprietà alla famiglia dei conti di Campello, eredi universali del conte, che in seguito provvidero a ordinarle e a catalogarle in un apposito Fondo. Tuttavia non tutto vi confluì: alcune lettere ed altri documenti furono annessi al Museo Napoleonico, dove si trovano tuttora, altri andarono sicuramente dispersi. Più recentemente, la famiglia Campello ha in certo senso restituito alla Fondazione questo Fondo, che appare in gran parte legato alla persona del conte, alle sue amicizie, alla sua Biblioteca.
L'Archivio si presenta oggi conservato in 56 Contenitori con circa 14.500 Documenti suddivisi in Cartelle.
ARCHIVIO STORICO ARCHIVIO STORICO ARCHIVIO STORICO
Esso consiste essenzialmente in lettere indirizzate al conte, da parte dei suoi numerosi amici, francesi e italiani, e da personalità del mondo politico, intellettuale e artistico dell'epoca. Ma comprende anche moltissime altre lettere e carteggi dei suoi familiari, e della sua vasta parentela romana e francese. Cospicuo è ad esempio il numero di lettere indirizzate alla principessa Mathilde Bonaparte, sua zia; alla sua morte il conte entrò in possesso delle sue carte, insieme con molti suoi libri. Si aggiunga che il conte riunì, attraverso lasciti e donazioni, o sue ricerche, anche lettere e documenti che riguardavano i suoi antenati.

Preponderante è dunque la presenza nell'Archivio di documenti relativi ai Bonaparte della prima generazione, ai loro legami, alle relazioni affettive e non, e, ovviamente, ai loro discendenti:
Lucien e Alexandrine, Elise e Felice Baciocchi, Pauline e Camillo Borghese, Louis e Hortense Beauharnais, Jérôme e Federica del Württemberg, la principessa Mathilde e il suo salotto letterario, il fratello di lei, Jérôme, e la moglie Clotilde di Savoia, l'Impératrice Eugénie e il principe imperiale, e ancora, Désirée Clary e Joseph, i figli di Charles Lucien e Zénaïde, nonni del conte, e le loro Alliances, la famiglia Murat.
E ancora, la corrispondenza dei suoi genitori, Pietro e Charlotte Primoli , e le testimonianze lasciate dalla numerosa e composita famiglia di Charlotte, e ancora, la tante Julie e il suo circolo culturale, per arrivare al mondo cosmopolita che il conte aveva saputo costruire e mantenere vivo attorno a sé: Nencioni, Scarfoglio, Deledda, D'Annunzio, Sartorio, Pascarella, Carducci, Conti, Michetti, Angeli e ancora Parisani, De Bosis, Duse, Cellini, Leoncavallo, Boito, Tosti, Ristori, Venturi, Perodi . E infine le amicizie francesi: Bourget, i Goncourt, i Daudet, Dumas fils, Sarah Bernhardt, Mérimée, Hébert, Robert de Montesquiou, Proust, Carcopino, Mme Bibesco, Prévost, Bac, Brunetière, Claudius Popelin e altri ancora.
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