Fondo Stendhal

Il Fondo Stendhal conserva anzitutto alcuni rari volumi appartenuti a Stendhal (Grenoble 1783-Parigi 1842), e sia di opere sue, sia di altri autori, con le sue postille; raccoglie inoltre numerose altre edizioni originali e postume, altre edizioni dell’800 e del 900, e poi traduzioni italiane e numerosi studi.

NASCITA DEL FONDO

Il Fondo è una raccolta nata alla fine del XIX Secolo, per gli interessi e gli acquisti del conte Primoli. Appassionato lettore e bibliofilo, e stendhaliano della prima ora, egli segue le vicende editoriali dell’opera di Stendhal proprio nel periodo in cui si ha una vera resurrezione della sua fama. È possibile seguire passo passo la nascita e la costituzione del Fondo grazie alle numerose note che il conte scrive sui volumi (segna spesso l’occasione e la data degli acquisti o dei doni) e sul suo diario o “notes intimes”, che tiene dal 1863 al 1910 circa.

Il conte, come narra lui stesso nel suo libretto Une promenade dans Rome sur les traces de Stendhal (Paris, Champion, 1922), acquista, negli ultimi anni dell’800 e nei primi del ‘900, alcuni volumi appartenuti a Stendhal e da lui postillati. Il 12 e il 13 novembre 1877, in occasione della vendita pubblica, a Roma, della biblioteca di A. Donati, impiegato alla dogana di Civitavecchia, si imbatte in una serie di libri appartenuti a Stendhal, provenienti dalla sua biblioteca consolare (egli fu console di Francia a Civitavecchia, dal 1831 al 1841) e venduti poi da Donato Bucci, suo amico e padrone di casa.
In quell’occasione, il conte acquista la Vie de Rossini e le Vies de Haydn, Mozart et Métastase di Stendhal, Une Maîtresse de Louis XIII di Saintine, Précis des guerres de César par Napoléon di Marchand, Pensées et Souvenirs di Michele Palmieri di Miccichè e le Istorie Fiorentine di Michele Gio. Bruto.
In seguito, riesce a farsi vendere dal Conte d’Ossuña, segretario dell’Ambasciata di Spagna a Roma, l’esemplare di Rome, Naples et Florence, en 1817 , legato con tre canti della Bassvilliana di Monti, esemplare che non aveva potuto acquistare alla vendita pubblica.
Qualche mese dopo, acquista a Palazzo Gabrielli, ad una lotteria di beneficenza, un esemplare, in quattro volumi interfogliati, dei Mémoires d’un Touriste, letteralmente coperti di note di Stendhal. Il 24 maggio 1879, acquista, sempre a Roma, le Considérations sur les mours de ce siècle di Duclos, anch’esse appartenute a Stendhal e da lui annotate.

Altre “scoperte” fa il conte negli anni successivi: il 19 ottobre 1896 acquista, da un piccolo libraio di via del Tritone a Roma, Les Soirées de Neuilly; negli ultimi anni del secolo, sempre a Roma, compra La Jacquerie di Mérimée, con dedica autografa dell’autore a Stendhal, e Le Monde comme il est di Custine; infine nel 1913 o 1914, presso il libraio Pio Luzzietti di Roma, la seconda edizione della Vie de Rossini; tutti libri questi appartenuti a Stendhal. Inoltre, egli riceve via via in omaggio o acquista, tutte o quasi le edizioni originali delle opere postume di Stendhal, e poi studi, saggi, traduzioni, riviste che riguardano Stendhal.

Il Fondo così venutosi a costituire negli anni, era dunque già molto consistente ma dislocato, se non disperso, in vari settori della Biblioteca. Non era mai stato fatto alcun tentativo né di unificazione né di classificazione. Inoltre gli acquisti, alla morte del conte (1927), si erano praticamente interrotti.

Soltanto dal 1991, Massimo Colesanti, divenuto Presidente della Fondazione, organizza in modo sistematico il Fondo, sia compiendo ricerche, sulla base delle note del conte e dei lavori di Ferdinand Boyer, tra i numerosi volumi della Biblioteca (scopre, tra l’altro, l’edizione originale di De l’Amour), sia riprendendo gli acquisti di libri, recenti o antichi.

Oggi il Fondo, conservato in una saletta riservata, ma aperta al pubblico, è costituito da una ventina di volumi appartenuti a Stendhal, una ventina di edizioni originali, numerose edizioni postume e successive, traduzioni italiane, e più di trecento studi, saggi, testimonianze, oltre ad Atti di Convegni, Cataloghi e Riviste. Al cospicuo nucleo originario, costituito dal conte Primoli fino al 1927, si sono aggiunti molti volumi provenienti dal Fondo Mario Praz, altri dal Fondo M. Colesanti, e le nuove accessioni.